L’Ordine Carmelitano (O.C.) lo venera come Santo almeno dal 1456 e Papa Pio II (1405-1464), ne approvò il culto.

Il luogo principale della sua venerazione si trova a Licata (AG) dove Sant’Angelo Carmelitano nel maggio del 1220 subì il martirio per mano del regio castellano della città, tal Berengario La Pulcella. Con l’aumentare della devozione verso il Santo Carmelitano, la piccola chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo risultò impraticabile, così per volontà del Vescovo Mons. Rodolfo sorse su di essa la prima chiesa intitolata al Santo Martire, che fu edificata a partire dal 1564. Ma questa chiesa si rilevò nuovamente ancora più angusta ed inadeguata alle aumentate esigenze liturgiche, non riuscendo ad accogliere la gran folla di fedeli che provenivano da tutte le parti per chiedere l’intercessione del Santo Martire. Si pensò, quindi, di edificarne un’altra più grande, ristrutturando ed ampliando la preesistente. I lavori ebbero inizio a partire dal 1626, in seguito a un voto fatto dalla popolazione per essere stata liberata dalla peste del 1625; la sua realizzazione richiese più di 150 anni, venne aperta al culto, anche se non totalmente completata, nel 1662 e venne consacrata dal vescovo di Agrigento Mons. Gioeni nel 1733. Non si conosce il nome del progettista ma si ha la certezza di un progetto del 1658 firmato da Angelo Italia, architetto gesuita licatese, che diede un tangibile contribuito ai suoi restauri dopo il sisma dell’11 gennaio del 1693 e alla costruzione della sua cupola nel 1696.
Il culto per S. Angelo da Gerusalemme si estese ben presto fuori Licata e concorse fortemente all’espansione dell’Ordine Carmelitano in Sicilia e in Italia.
Il Santo è venerato in tutti i comuni della diocesi di Agrigento con l’officiatura e la Messa; ma in modo particolare (oltre che a Licata) a Palma di Montechiaro dove si trova una graziosa ed artistica chiesina in suo onore e a Sant’Angelo Muxaro dove il Santo è venerato come patrono principale. Nel paese agrigentino, che porta il nome del Santo, si trovano la grotta che ospitò il Sant’Angelo durante il suo viaggio da Palermo a Licata e la Chiesa Madre a Lui intitolata.
Nel resto della Sicilia, venerato è ancora il Santo nelle Province di Enna e Caltanissetta; anzi nella Cattedrale di questa ultima città, la figura di S. Angelo si distingue subito fra quella dei Santi che popolano la sfarzosa volta. Così in Cefalà Diana, in provincia di Palermo, le acque minerali sono ancora oggi chiamate col Suo nome, in ricordo del passaggio del Santo e della miracolosa guarigione che egli ivi diede a sette lebbrosi, come si narra. La città di Palermo annovera il Santo Martire fra i suoi protettori. E’ chiaro che il culto del Santo era tenuto in onore in tutte le chiese che l’O.C. possiede o possedeva in Sicilia.
Nelle altre città d’Italia avviene lo stesso. Si distinguono tra esse: Napoli, Roma, Firenze, Milano, Torino, Venezia. A Napoli, nella Basilica del Carmine Maggiore al Santo è dedicato un altare. A Roma, nella chiesa di S. Maria in Traspontina una cappella dedicata a Sant’Angelo Martire è completamente affrescata con episodi della sua vita. Nella stessa città, nel convento di S. Sabina sull’Aventino, si conserva un’immagine del Santo in conversazione con S. Francesco e S. Domenico. A S. Felice del Benaco (BS), sulle pareti del santuario del Carmine, è ben due volte stata affrescata la figura del Santo, fin dalla seconda metà del sec. XV.
Anche all’Estero, nelle chiese dell’Ordine, S. Angelo occupa sempre uno dei posti principali tra i Santi carmelitani. Attualmente il culto del Santo è tenuto in grandissimo onore in quelle città degli U.S.A. dove si trovano nutriti gruppi di emigrati licatesi come: Buffalo, Cleveland e Brooklyn dove a maggio si cerca di imitare le forme di culto come in Licata.

Testo di Gabriele Dott. Monaco O. C.: Sant’Angelo Martire Carmelitano

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